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Che il mondo guardi ciò che ha generato, menti apatiche, che si sgretolano.

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mercoledì, 24 ottobre 2007

nuovo romanzo

se volete avere un assaggio del mio nuovo romanzo cliccate su http://www.inediting.com/leggerelibro8.php e ditemi cosa ne pensate..... ciao ciao a tutti

il titolo è presagio

postato da: enyghte alle ore 01:02 | link | commenti
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domenica, 22 ottobre 2006

La città ingoia un traffico distorto che torna ad unire lacrime sommerse. Appariscenti fiammelle sputano voci elettriche nella notte, quando, piano, le auto s'avvicinano. Il mondo sta ripercorrendo gemiti disattivati. Questo vortice oscuro sotto la pelle che sprona teste a sentirsi spie di vento.... queste vite si torturano... riempiono uditi di depressione, riempiono orecchie di granelli di sabbia. A vole mi chiedo cosa sia l'orrore di questi visi raffreddati, queste risate perse, insensibili, queste gioie che irrompono come pugni, non hanno senso. E se si potesse trovare, sfumerebbe nella morte. Queste anime si gelano e dondolano, barcollano lungo vie in frantumi. I sogni dispersi negli orizzonti lividi.... i cuori spappolati da notti senza fine, da quel tremore che brucia di paura i silenzi. Che tutti possano trovare pace, questo spirito non esplora, si porta avanti maceti e teste, divide di consapevolezza il futuro e disperde i frammenti nel vuoto. Questa musica giunge insaziabile e capovolgere libertà limitate, ad urlare passioni inespresse. La società sta bruciando... si degrada mangiando sperpero ed ingiustizia, bigottismo e moralità. Che possano arrivare le teste a pensieri liberi, unici.... che possa ognuno far marcia senza paura...

 

Grazie dei complimenti che mi fate, scrivo tutto di getto, ma non è un diario.... di solito scrivo così e poi ci ricamo una storia attorno.... e pubblico il libro.... o almeno ci provo. Grazie di tutto

postato da: enyghte alle ore 17:29 | link | commenti (6)
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giovedì, 19 ottobre 2006

Pioggia

il candore di queste lacrime spezza rami e gronda vite. La pioggia compone battiti sulla finestra. E ogni goccia è una vita e se che cammina. I tonfi tamburellano esistenze che finiscono. Cammina la lacrima e si scontra, cambia direzione e appassisce. A volte guardare gli altri è come indicare le gocce sul vetro. Come quando i bambini rincorrono con le mani cristalli e li guardano bruciare. Così ogni vita passa e si schianta, incrocia altre ombre e muore. Quando si osserva avanzare genti e profondare al limite delle strade cittadine. quando gruppi di folle ciarlano e si muovono, inconsciamente consapevoli d'essere parte d'un tutto che ingoia. Ecco cos'è la vita, un insieme di solitudini che attraversano.
postato da: enyghte alle ore 10:23 | link | commenti (2)
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Vite

Se il mondo spaccasse gli attimi di sentieri, raggiungerei strade avverse per sentirmi stritolare. Che ogni tempo abbassi gli occhi a quest'apatia che divora, che sporge ceneri dalla testa. Possano queste lacrime intorpidire gli occhi di speranza e segare intenzioni ancora un volta, prima che sopraggiungano sogni e necessità. Sento qusto vuoto che respira, che strappa carotidi e segna spazi. Ascolto il lamento di una civiltà sepolta, di un lampione sprofondato nel limbo e mai più guardato, che è lì a spalancare luci apparenti, a c amuffare le ombre. Così mentre il mondo degenera e si trasforma, figure tetre appiattiscono vite sull'asfalto e mimetizzano sogni con orrori. Che questo tempo si muova a volteggiare attorno, non posso sopportare alcuna voce. I tormenti spaziano e ammuffiscono, tracciano maledette incisioni sulla pelle. E a volte ogni gente mi pare arrossire e sparire. Degenera la vita e l'essenza, degenera il tempo e lo spazio, si sgretola e muore, all'infinito. Inghiottito nel nulla delle nostre vite.
postato da: enyghte alle ore 10:11 | link | commenti
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mercoledì, 18 ottobre 2006

Pensieri

Frammenti d’un diario… una vita che si spezza.
Ogni giorno appuntiamo nella testa il coro di voci gracchianti, che si distinguono talmente bene. Confondendosi s’avventano come lupi sull’inconscio.
Quale azione accompagna tutte le altre nel corso della giornata? Segue i nostri movimenti non abbandonandoci ed è come se fosse divenuta un tutt’uno con essi. Il pensare…
In realtà, però, cos’altro è il pensiero se non un groviglio di percezioni disposte in frase? Ed è strano come ai nostri occhi la realtà appaia e come si muovi, destando alcun sospetto. Il mondo passa attraverso i nostri occhi… i pensieri sono percezioni ordinate ed elaborate.. ma è l’essenza di esse che ci rende diversi l’uno dall’altro. L’interpretazione è una gabbia e noi vi siamo rinchiusi. Cos’è quindi il mondo se non noi stessi? Il nostro modo di attraversare la realtà è il mondo. In questo caso, però ci sarebbero milioni di realtà diverse, quindi nessuna. Se la nostra esistenza è il mondo in cui viviamo e il mondo in cui viviamo è ciò che noi percepiamo, non c’è esattamente nulla che i nostri occhi possano cogliere come certo. Non c’è niente che sia vero o prestabilito. Non esiste una realtà…
Viviamo delle nostre percezioni, giorno per giorno. E siamo chiusi. In cosa crediamo in realtà se non un mondo appositamente modificato? Cosa esiste, allora? Tutto ciò che il mondo ha generato si sgretola. Imprigionati nel momento, senza via d’uscita che tenga. Il futuro che vede la morte e il passato che è già svanito. Il momento continuiamo a perderlo nell’attimo in cui ne parliamo. Dove siamo, allora?E se non siamo nel passato e nemmeno adesso, possiamo essere sicuri che ci sarà un futuro? E se non possiamo essere in alcun momento allora non siamo… siamo i nessuno. Che la società guardi i mostri che ha generato, menti apatiche, che si sgretolano. Le urla stanno giungendo attraverso le voci degli artisti. Ascoltate gli artisti… sono l’anima del mondo, il ritratto dello stato d’animo di ognuno. Ascoltate gli uomini impazzire e guardate agli artisti, sono loro che vi sveleranno il presente e che vi parleranno del futuro.
postato da: enyghte alle ore 23:40 | link | commenti (2)
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Salve ragazzi.... ma rivolgo a chiunque tra voi ascolti un particolare tipo di musica e si occupi di esoterismo. Sinceramente vorrei trovre gente che mi somigliasse un po'. A cui piace l'arte, a cui piace scrivere o dipingere. Il fatto è che su questi blog mi pare tanto di scrivere al nulla, per questo non affronto certi argomenti. E' come scarabocchiare sul proprio diario segreto e sono un po' grande, onestamente :-) Però, uno ci prova, credo. Non sono una persona semplice, purtroppo.... a volte vorrei poter essere felice, eppure anche il sapore delle sigarette no vale amolto, diventa più un'esigenza, dopo u  po'. E a ogni nuovo bisogno corrisponde un malessere. La necessità è la prima delle sofferenze. Non so cos'altro dirvi, potrei starvi qui ad elencare i miei film preferiti o i cd, ma anche tutto questo ripetere che mi piace il metal sta diventando noioso e privo di senso. a voi non è mai capitato di non avere desideri? E non in senso positivo, come se niente avesse una logica e il tempo passasse senza fine e senza scopo. mah, speriamo che mi sbagli e che la vita non sia davvero questo enorme vuoto che ho davanti. Perchè questo senso d'insoddisfazione perenne? Questo tormento? Cos'è che cerco. E adeso sembra veramente che io stia scrivendo sul mio diario, ma non importa, forse ho la necessità che qualcuno mi dica: "Ti capisco" e mi dia anche un perchè. Mh ma non pretendo, sinceramente che esista. Grazie  a tutti per l'ascolto
postato da: enyghte alle ore 23:28 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 ottobre 2006

Presagio

Il tempo aveva scandito i secondi, aveva unto le ruote d’una vita scivolata oltre, nel limbo, nel silenzio d’un secondo mai più collezionato.

Il signor… un attimo per ricominciare

S’era già messo i guanti…. La pelle si screpola quando l’autunno avanza.

Aveva indossato un cappotto appena più lungo del necessario e tracciato con la voce i primi aliti del mattino. Il signor… Elenco.

Una vita vissuta a metà eppure intera, da prendere, spolpare, ricavare… il saluto d’una donna attesa e mai giunta.

Il mattino… le tapparelle scuotono il tempo fuori. Quando i primi fumi d’un inquinamento nero salgono a disturbar l’azzurro d’un cielo infranto…. Che sarebbe se non fosse già stato. Piano la nebbia ammorbidiva le case… strascicava nuvole tenui attorno gli spigoli.

E vibrava, di quel sapore tossico che ingoia luci rilasciando tenebre.

Ormai s’era tinto di nero… la vastezza d’ celeste opaco, aveva disteso macchie d’asfalto.

Ormai… nulla. Quando l’ottobre è entrato a comperare i giorni, ha deciso di portar via ogni genere di raggio solare. Ha preferito coprire d’ovatta lo sfondo distante e non ha giocato più…. a proporre sogni come quando tutto è diverso, disteso…

Invece, solo aria malata e nulla più.

Un attimo per ricominciare.

postato da: enyghte alle ore 15:36 | link | commenti (3)
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